
«We are the Champions my friends», urla via radio Jenson Button in collegamento con il proprio box, quando, tagliando il traguardo in quinta posizione nel GP del Brasile ha la matematica certezza di essere il nuovo campione del Mondo.
Il pilota britannico della Brawn Grand Prix, regala al proprio boss, Ross, anche la gioia di centrare ad Interlagos anche il titolo costruttori, con una storica doppietta nel primo anno di attività di un team nato solo a dicembre dello scorso anno dalle ceneri di una Honda mai competitiva, con la Casa giapponese che ha regalato all'ex stratega della Ferrari tutta la baracca al prezzo simbolico di una sterlina.
Vince, quindi, la grande capacità di Ross Brawn di interpretare i regolamenti a proprio favore - leggi doppio diffusore posteriore - e vince anche Jenson Button che dopo dieci anni di attività e 170 Gran Premi ha finalmente centrato l'obiettivo di una vita.
E dire che sabato, dopo le più lunghe qualifiche della storia della F.1 - due ore e 42 minuti, ndr - era solo 14° fuori dalla Q1 con il compagno di team Rubens Barrichello, invece, in pole position. Ma la pioggia che aveva dato il grande vantaggio al pilota di casa, domenica mattina è solo un ricordo e la speranza di Rubinho di rimanere in lotta per il titolo fino all'ultima gara negli Emirati, diventa più difficile dopo il primo pit stop, quando la sua Brawn diventa improvvisamente lenta, tanto da finire dietro alla RedBull di Mark Webber e poi anche alla Bmw Sauber di Robert Kubica.
Il pilota paulista, preoccupato, chiede lumi via radio al proprio box, ma non c'è niente da fare. Poi, a nove giri dalla fine quando è terzo, viene prima superato dalla McLaren di Hamilton e poi deve anche tornare ai box per sostituire una gomma posteriore forata.
Rientra in ottava posizione e con Button quinto, dietro a Vettel, il terzo della graduatoria iridata, Barrichello, non solo vede svanire i propri sogni ma perde anche la seconda piazza in favore del tedesco della RedBull.
Insomma, dopo un sabato da sogno che ha infiammato la torcida, una domenica da dimenticare dove le nubi fosche hanno avvolto solo lui. La gara si chiude così con la seconda vittoria stagionale e della carriera dell'australiano Webber, davanti a Kubica e Hamilton che, grazie al terzo gradino del podio consente alla McLaren di strappare il terzo punto del mondiale costruttori alla Ferrari, ora dietro di un punto.
La rossa, piazza solo Raikkonen in zona punti, al sesto posto. Ma Kimi recrimina per un avvio di gara dove le due McLaren, soprattutto Kovalainen, lo penalizzano distruggendogli il musetto e forandogli una gomma, costringendolo a una sosta ai box già al primo giro. Il finlandese rimonta, ma poi, è coinvolto al momento del pit stop in un errore della crew al box McLaren con il connazionale che riparte con ancora il bocchettone del rifornimento inserito nel serbatoio.
Fonte: il giornale di vicenza