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TROFEO ITALIANO VELOCITA’ PISTA UISP – 4° ROUND – …SCONVOLTE LE GERARCHIE!

Noi le consideriamo sempre delle piacevoli sorprese, quando scriviamo nomi nuovi e sono anche giovani abbiamo la sensazione che il futuro  della formula sia segnato dall’ottimismo. Non possiamo cancellare i  “senatori” della categoria con qualche riforma e allora è il  cronometro che spinge questi ultimi sempre più lontano dai posti che “contano”. Ovviamente sentiamo sempre gradita la loro presenza, del resto devono servire come termine di paragone  e passare la loro esperienza perchè faccia da insegnamento, ma ci piace vedere facce  nuove sui gradini più alti del podio. Questo “ci piace” è indirizzato alla novità della giornata, Giacomo Pollini. Contorniato e forse anche stimolato da un team familiare, senza stare a spiegarvi le gerarchie parentali diciamo che sono tre i Pollini in pista, Giacomo ha la faccia “pulita” e giovane del bravo ragazzo. Non sappiamo se gli farà piacere ma con quegli occhialetti ci ricorda il primo Jacques Villeneuve e come lui è determinato e veloce.

Fa bene nelle libere  mattutine e conquista poi la pole nelle qualificazioni.
La gara diventerà poi un monologo, costruisce sin dalla partenza un discreto margine, il secondo classificato Mauro Pizzola lo seguirà sempre come  un’ombra ma non riuscirà mai a impensierirlo più di  tanto. L’ingresso della safety-car, come racconteremo in seguito, può solo incolonnare i piloti sino all’arrivo segnando distacchi minimi, ma la superiorità di Giacomo è stata netta e la vittoria più  che meritata.

Dietro di lui Pizzola raccoglie l’ennesimo podio ed il primo posto nella classifica assoluta del trofeo. L’ultimo posto del podio, per la prima volta, è dell’unica Maky in gara. L’ottima prestazione della prima gara di stagione con Ravaglioli è stata confermata, in meglio, da Andrea Giannetta che riesce a stare davanti a due marpioni della categoria,”Pires” e Spadini. Il primo lascia la compagnia, per un problema di motore, al settimo giro, dopo un duello  che sembrava la seconda puntata della prima prova di stagione sempre qui a San Martino. Allora era finita male per una toccata con lo stesso Spadini, questa volta “Pires” fa tutto da solo. Il suo compagno  
di squadra Maurizio Maraviglia lo aveva preceduto di due giri, i problemi sono diversi ma il team non è in un momento particolarmente  fortunato, almeno nei risultati. La curiosità è che gli unici punti raccolti sono stati oltre confine, a San Martino su due gare i punti  sono a zero. Loro non disperano, anzi sperano, vista la presenza in calendario di una doppia trasferta in Serbia. Marco, una volta libero  dall’impegno “Pires” vede vanificato il suo inseguimento al podio dall’ingresso della safety-car che accoda tutti, come dicevamo, sino al traguardo.
Quinto posto per Pollini, questa volta è Matteo, alle prese con una complicata messa a punto della vettura riesce comunque  ad essere competitivo, le sua ambizioni vanno oltre il piazzamento e siamo certi che si rifarà presto.

Ed eccoci ad un altro nome nuovo  da albo d’oro. Sesto assoluto e primo nel TDB è Enrico Battaglia. Ci permettiamo di sottolineare che dietro questa vittoria c’è il grande  lavoro di Elio Borrelli. La delusione della gara precedente, con problemi che avevano impedito la partenza in gara, è completamente assorbita da questa prestigiosa vittoria. Impegno, lavoro e umiltà fanno da contrappeso alla scarsità di mezzi, saremo parziali ma concedeteci di godere con loro dell’ottimo risultato. Subito dietro di lui un’altro protagonista di giornata del TDB. Se abbiamo fatto un paragone con Villeneuve, questa volta lo facciamo con un certo James Hunt; Daniel Raggi è un guascone quel tanto che basta per sprizzare  genio, simpatia e sregolatezza, sportiva ovviamente, da tutti i pori.  Diciamo che approfitta del fatto che tutti sono al bar a vedere la performance di Alonso e li sorprende sin dal via. Conosciamo e  apprezziamo il suo valore, sappiamo che si è divertito e la penalizzazione data a fine gara non toglie e non aggiunge niente alla sua prestazione. E’ la volta poi della Tatuus F.Ford, gara regolare, Silvio Bossi è pilota di esperienza. Al cospetto della tanta irruenza giovanile presente sul circuito, non può chiedere più di tanto alla  sua vettura e con gara regolare ottiene il massimo.
Lo segue  un’altro “senatore”, Nino Moriggia, che, dopo un errore nei primi giri, deve fare gara di inseguimento arrivando a guadagnare quindici  posizioni, ritiri compresi. Quest’anno l’impegno è coltivare un team che gli metta a disposizione il meglio che può trarre dalla sua  Predator’s, lo vediamo caricato e tra alti e bassi siamo certi che lo vedremo presto ad ambire qualche posizione più importante.
Chiude la decina Sebastiano Sibani, condotta regolare, con i due del TDB davanti oggi non c’è niente da fare, raccoglie punti importanti e gode così di un discreto vantaggio nella classifica del trofeo riservato alle Predator’s PC008. Poi scoprirà che è andata anche meglio del previsto data la penalizzazione di Raggi. Al centro dello schieramento  è gara regolare con l’ultimo dei Pollini, Simone, Nicola Barletta,  Andrea Montorsi, Lorenzo Semprini, Alessio Ignorato e Mario Piunti.  
Sarà però una perdita d’olio di Tevheniy Domarkas, con l’unica  Predator’s PC001 in gara, a movimentare la corsa ed a concludere di fatto la gara. La chiazza provoca l’uscita di pista di Enrico Rendesi e Alessandro Candio. Quest’ultimo porta al debutto la sua nuova vettura e ottiene un buon posto in partenza pur non spingendo al limite, la conclusione di giornata è sfortunata ma saprà riprendersi al più presto la sua parte di rivincita. L’altra “vittima” è Enrico Rendesi, ottime prove, nono, e gara ancora meglio. Quando accade il fattaccio” è settimo, la vettura risponde ottimamente e vuole provare a fare anche meglio. Il finale lo vede però tornare al box a piedi chiacchierando tranquillamente con Candio, dopo avergli parcheggiato a fianco in curva 1. L’acquolina in bocca però è rimasta e adesso bisogna costruirsi una prossima occasione per verificare che il potenziale c’è e può fruttare. L’episodio dei due provoca l’ingresso della safety-car, il tempo per recuperare non c’è e la corsa si conclude con il corteo dei protagonisti dietro la vettura del  direttore di gara.
Non è bello da vedere ma la cosa è successa  anche ad Indianapolis e il paragone alza il ns ego di qualche cm. Sino a qui la cronaca sportiva della gara, ma il cronista raccoglie anche gli umori e le sensazioni dei piloti, degli addetti e anche degli spettatori e la cronaca, oltre che sportiva, diventa rosa, nera e gialla.

Commenti ed opinioni sono il sale di prima, del durante e  del dopo corsa. Noi sentiamo, riferiamo e ci mettiamo del ns, se lo spirito è giusto, visto che nessuno è perfetto, aiuta a fare di  meglio.
Di solito a lamentarsi sono quelli che arrivano dietro ma  comunque qualche riflessione sull’’ andamento della gara bisognerà farla, tutti insieme naturalmente, senza puntare il dito e assegnare colpe ma far finta di niente spesso non giova e il confine è un castello di carte, se non ci credete provate a toglierne una.